Restauro di 54 cornici rinascimentali del Museo Stefano Bardini
del Comune di Firenze e riallestimento delle cornici nella omonima sala del museo.



Il museo sarà riaperto il 4 aprile 2009 dopo anni di lavori di restauro e riallestimento per riportarlo alla sua "veste" originale, oggetto del lascito di Stefano Bardini.

STORIA DEL MUSEO

L'attuale allestimento è stato realizzato per riproporre quello originale ideato da Bardini, il quale voleva creare suggestione d'ambiente sfruttando il suo ottimo gusto nel combinare insieme in modo naturale opere appartenenti a periodi e scuole diverse. Commistione di opere di scultura o pittura con opere d'arte applicata considerate alla sua epoca di secondario interesse storico artistico. Su questa linea guida La Bottega dei Grassi Nesi ha operato per il recupero di 54 cornici in legno, che lo stesso antiquario Stefano, presentava nella sua casa di vendita, oggi museo, alla sua clientela d'élite, come manufatti in attesa di fare da “corona” a dipinti, terracotte, stucchi, placchette in bronzo, disegni, cere; tutti oggetti reperibili nella sua raccolta. Come nella più moderna rivista di design e arredamento le cornici cinquecentesche si stagliavano sul fondo blu fiordaliso della parete della stanza, detta appunto sala delle cornici, con una disposizione ragionata per sottolineare i pezzi migliori, simmetricamente disposte così che l'una esaltasse l'altra, valorizzando le singole caratteristiche.

INTERVENTO DI RESTAURO

Il lavoro di restauro, eseguito nei locali interni del Museo, ha comportato una indagine preliminare dei 54 manufatti di legno, databili dal XV al XIX secolo. L'eterogeneità delle diverse tecniche di realizzazione di ogni cornice ha reso necessario un intervento specifico su ognuna finalizzato ad una omogeneità d'insieme per un allestimento equilibrato. A questo proposito è stata impiegata la stessa finitura protettiva su ciascuna cornice. Si può altresi affermare che non esiste un materiale perfetto per ogni intervento ma si è ricercato un equilibrio tra benefici ottenibili e effetti indesiderati trascurabili.
Complessivamente gli interventi sono stati di consolidamento (con colla di bue e primal AC33) e assottigliamento e/o rimozione dello sporco e delle patine. Operazione, questa, avvenuta gradualmente con emulsione grassa e azione meccanica neutralizzata con essenza di petrolio. Assieme alla Direzione dei Lavori era inoltre stato concordato il rispetto del criterio del minimo intervento senza integrazioni delle mancanze, se non per motivi di carenza strutturale.

ALLESTIMENTO

Fedeli al proposito di Stefano Bardini di inserire cornici vuote una dentro l'altra, per creare una scenografia d'insieme, ogni cornice è stata studiata per dimensioni e caratteristiche di materiali, in modo che potessero essere accostati vicendevolmente valorizzandosi stili, tecniche, colori, forme di ognuna, sottostando al criterio di simmetria e armonia graditi dall'antiquario.
Valido aiuto nell'allestimento è stata la documentazione fotografica, di prima mano, ossia eseguita da Bardini stesso, che testimonia la sensibilità con cui egli proponeva le cornici sulle pareti blu della sua casa di vendita.

Si compie, così, un ciclo di ricerca iniziato nel 2004, sviluppato nel 2006 come tesi di laurea in Lettere e Filosofia di Eva Martini (uno dei soci) che discute a Firenze "Cornici Rinascimentali in legno del Museo Bardini".

Particolari del restauro: prima dell'intervento, durante la pulitura meccanica , superficie pulita e verniciata..